ABBIGLIAMENTO SCOZZESE

Com’è chiaramente intuibile, la divisa che indosso quando suono è ispirata all’abbigliamento tradizionale scozzese. Qui bisogna fare una precisazione: l’espressione giusta, come avrete notato dai termini che ho usato, è proprio “abbigliamento tradizionale”, e non “costume tradizionale” come qualcuno erroneamente lo definisce.

La differenza è che un costume tradizionale è uno stile di abbigliamento che si usava in passato ma che al giorno d’oggi non si usa più, se non in occasione di qualche rievocazione storica o manifestazione folcloristica.

L’abbigliamento scozzese invece viene ancora oggi usato comunemente in Scozia, seppur non nella vita di tutti i giorni ma solo in occasione di eventi speciali, in pratica ogni volta che c'è un motivo per far festa o per vestirsi in modo elegante. 

 

Un’altra differenza tra costume e abbigliamento tradizionale è che il primo rimane fermo ai canoni estetici del passato, mentre il secondo è in continuo divenire e si evolve con l’evolversi del gusto a lui contemporaneo. Ecco allora che l’abbigliamento scozzese offre un'infinità di possibili combinazioni di capi di abbigliamento, anche in base all’uso che se ne deve fare, civile o militare, formale, sportivo o informale e così via.

Per questo motivo anche io, come potete notare nella gallery, offro una certa varietà di combinazioni nella scelta della divisa, in base all’occasione per la quale devo esibirmi. Insomma, per farla breve: suonare alla festa della birra non è esattamente come fare un concerto di gala oppure presenziare a un funerale o una commemorazione, per cui chiaramente anche l’abbigliamento scelto per l’occasione tiene conto di queste differenze.

Impariamo ora a conoscere le componenti principali della divisa di un piper, sia civile come il sottoscritto che militare. Per dirla tutta non serve essere nell'esercito di Sua Maestà Britannica per poter indossare la divisa militare, molti piper civili lo fanno, però personalmente trovo questa scelta piuttosto irrispettosa per ciò che la divisa rappresenta, per cui preferisco evitarla. 

 IL KILT

Comunemente definito in Italia “gonnellino scozzese”, in realtà questo “gonnellino” nelle versione più diffusa viene confezionato con circa sette-otto metri di lana, che può essere scelta di una pesantezza adatta al clima in cui ci si esibisce abitualmente. Dato l’excursus termico tra estate e inverno tipico della nostra Italia io ho adottato una lana di spessore medio, che comunque arriva a far pesare il kilt in media intorno ai quattro chilogrammi, fatta eccezione per quello in tartan Ramsay Blue Ancient che è un po' più leggero. In inverno avere addosso così tanta lana non è affatto male, ma in estate con la consueta umidità tipica della nostra Pianura Padana devo ammettere che un po’ il peso si fa sentire!

LA GIACCA

Nell’abbigliamento scozzese esistono vari modelli di giacche, dall'origine più o meno lontana nel tempo. Il modello da me più frequentemente indossato prende il nome di Argyll Jacket ed è confezionato usando un tessuto (di colore nero) chiamato Barathea, un particolare tipo di lana utilizzato abitualmente per le giacche scozzesi insieme al più noto Tweed. Sotto la giacca vengono normalmente indossati gilè, camicia e cravatta, con le ultime due che nel mio caso cambiano colore e forma in base all’occasione.

 LE SCARPE

Il modello da me scelto, che poi è quello standard usato sia dai piper che dalle pipe band civili, prende il nome di Ghillie Brogues. Si tratta di scarpe molto particolari, derivate da antichi modelli pensati per le passeggiate in campagna. Sono sprovviste di linguetta e caratterizzate da una stringa molto lunga, che viene allacciata al di sopra della caviglia. In origine infatti dovevano assicurare un rapido deflusso dell’acqua dal piede, data la natura spesso fangosa del suolo scozzese, una cosa ricordata sia dall’assenza della linguetta che dalla presenza di decorazioni bucherellate sulla tomaia. L’allacciatura alta della stringa serve invece ad evitare che la stessa si inzuppi di acqua e fango nella zona che viene maneggiata per togliere o mettere le scarpe.

 LO SPORRAN

È quella specie di borsello che viene tenuto sul davanti del kilt, appoggiato proprio lì, diciamo sulle parti delicate… Ha la doppia funzione di tenere il kilt al suo posto, evitando che il vento lo sollevi scatenando poco estetici effetti alla Marilyn Monroe, e di fare diciamo da marsupio, dal momento che il kilt è sprovvisto di tasche. Sostenuto da una catena che può essere anche piuttosto elaborata, esiste in quattro modelli principali: il Dress Sporran per le occasioni più formali, il Semi Dress Sporran per le occasioni diciamo “formali ma non troppo”, il Day Sporran per ogni occasione informale e l’Hair Sporran di derivazione militare, caratterizzato da lunghi peli solitamente in crine di cavallo.

 IL CAPPELLO

Di fatto una delle infinite varianti della classica bustina militare, prende il nome di Glengarry Bonnet, dall’omonima vallata scozzese. È il copricapo usato dalle pipe band di tutto il mondo insieme al Feather Bonnet, il caratteristico e alto cappello militare fatto con piume di struzzo. Il Glengarry viene solitamente decorato con un distintivo che può andare dallo stemma dei clan fino al logo di una pipe band. Spesso insieme al distintivo viene messa anche una piuma, che può avere forma e colori diversi in base alla divisa indossata.

 LO SGIAN DUBH

È un piccolo pugnale infilato nella calza destra, sorretto dall’elastico dei Flashes (v. più avanti) che lascia uscire dalla calza solamente l’impugnatura. Il suo nome è in gaelico e può significare sia “coltello nero” che “coltello nascosto”, mentre sulla sua origine si raccontanto molte leggende e sono state fatte almeno altrettante ipotesi senza però che vi sia nulla di certo. Solitamente al giorno d’oggi nell’abbigliamento di un piper la sua funzione è puramente ornamentale, e infatti la sua lama è quasi sempre smussata. Spesso addirittura la lama non esiste proprio perché l’oggetto è fatto con un blocco unico in materiale plastico a imitazione del pugnale vero. Il tutto chiaramente senza voler parlare di quegli Sgian Dubh le cui impugnature nascondono in realtà degli apribottiglie, oggetti indubbiamente infinitamente più utili dei pugnali nella vita dei piper contemporanei! In effetti, l'unico caso in cui ti verrebbe decisamente voglia di usare un pugnale è quando ti senti rivolgere la fatidica domanda "cosa indossi sotto il kilt"? 

 ALTRI ACCESSORI

Oltre alle componenti già citate, l’abbigliamento scozzese comprende anche una serie di accessori minori. Anzitutto abbiamo i cosiddetti Kilt Hose, ovvero i calzettoni in lana pesante, sorretti da reggicalze elastici dotati di fascette ornamentali in tartan chiamati Flashes. Il kilt inoltre viene spesso trattenuto da un grosso cinturone in cuoio munito di una vistosa fibbia, mentre sul bordo inferiore destro del kilt vengono fissate una o più spille chiamate Kilt Pin. Queste ultime hanno il compito di appesantire il bordo del kilt nel punto in cui può sollevarsi più facilmente, aiutando quindi lo sporran ad evitare il già citato “effetto Marilyn Monroe”! In alcune occasioni può completare la divisa il cosidetto Fly Plaid, una specie di mantellina in tartan che viene lasciata penzolare dalla spalla sinistra, sorretta dalla spallina della giacca e fissata a quest’ultima tramite il Plaid Brooch, un pesante fermaglio-spilla dall’effetto molto decorativo.

Nei giorni di pioggia inoltre si può ricorrere al Rain Cape, un impermeabile pensato per essere indossato sopra il kilt quando si suona, mentre nelle giornate estive più calde si abbandona la giacca, e in casi estremi anche il gilè, a favore della sola camicia. Nelle occasioni meno formali camicia e giacca possono essere sostituite da una più comoda e pratica polo oppure da una semplice T-shirt.

L’ABBIGLIAMENTO MILITARE

Questo stile di abbigliamento, a differenza di quello civile, prevede tanto per cominciare un Feather Bonnet e un Hair Sporran al posto del Glengarry Bonnet e del Dress Sporran, tuttavia le differenze non si limitano certo a questo!

Il kilt militare è infatti sensibilmente più pesante rispetto a quello standard e come se ciò non bastasse anche la giacca, chiamata Military Doublet, lascia passare meno aria rispetto ad esempio all'Argyll Jacket. Il tutto viene inoltre corredato da un Piper’s Full Plaid, molto più pesante del già citato Fly Plaid dal momento che fa un giro completo intorno al torace appoggiandosi sulla spalla sinistra per poi cadere all’indietro.

 

Completano il tutto un paio di pesanti calzettoni coperti da ghette, un cinturone in cuoio che dalla spalla destra scende verso il fianco sinistro e una specie di daga chiamata Dirk. Insomma, se questo abbigliamento può avere un suo perché durante i mesi invernali, già dalla primavera inizia a farsi sentire, per cui indossarlo non è sicuramente un compito adatto a chi ha problemi col caldo, e con tutta quella roba addosso nemmeno a chi soffre di mal di schiena, se è solo per quello!